APRIRSi - Associazione Per le Reti Italiane di Reciproci Scambi di Saperi
Casa per la Pace, C. trà Porta Nova, 3 - 36100 VICENZA onlus num. VI0424
C.F. 95062180245
Tel. casa Pace 0444.323232
 
chi siamo
 




CARTA DELLE RETI DI SCAMBI RECIPROCI DI SAPERI

Questa carta costituisce il riferimento etico per il Movimento delle Reti di Scambi Reciproci di Saperi

SCOPO

• Le Reti di Scambi Reciproci di Saperi, gruppi di educazione popolare, sono costituite da cittadine/i senza distinzione di età, di convinzioni politiche o religiose, né di origine culturale o sociale. Le reti hanno come scopo di permettere alle persone di trasmettere i loro saperi e di acquisire dei saperi in uno scambio reciproco (saperi intellettuali, manuali, saper fare o saperi derivati dall’esperienza).


RECIPROCITA'

• Le reti funzionano in reciprocità aperta: è possibile cioè ricevere un sapere da una persona diversa da quella a cui si insegna. Le reti facilitano la possibilità di entrare in relazione tra persone, restando inteso che si può cominciare ad apprendere prima di insegnare o viceversa e che si prenderà il tempo necessario per arrivare all’indispensabile reciprocità.


SCAMBI SENZA DENARO

• La trasmissione di saperi non dà luogo ad alcuna contropartita finanziaria. L’offerente che trasmette un sapere non perde nessuna delle sue conoscenze. Il richiedente è invitato a sua volta ad offrire uno o più dei suoi saperi.
Non viene stabilita nessuna gerarchia o scala per misurare il valore relativo di questi saperi.

• Il contenuto di ogni scambio, i metodi di apprendimento o di trasmissione, le modalità pratiche di realizzazione sono decise dagli interessati che si organizzano liberamente in funzione dei loro desideri, mezzi, problemi o disponibilità.
La messa in relazione avviene per aiutare ciascuno a meglio definire il contenuto, il metodo ed i criteri di valutazione di ogni scambio.

• Ogni membro di una rete avrà cura di aiutare ciascuno a identificare i propri saperi e i mezzi per trasmetterli agli altri, aiutando ad elaborare le domande di apprendimento e di formazione.
Il desiderio della riuscita dell’altro è indispensabile per approfondire il proprio sapere. Questa interazione tra individui è sorgente di autoformazione e di valorizzazione personale attraverso l’altro.

• Non si consiglia nessun inquadramento giuridico. Non c’è un regolamento modello per il funzionamento di ciascuna rete, ivi compreso per i mezzi finanziari necessari.
La reciprocità deve essere il criterio indispensabile di apprezzamento di tutti i progetti.
Nell’organizzazione delle reti si porrà attenzione a che ciascuno sia protagonista, compreso ciò che riguarda l’elaborazione dell’informazione, il potere di decisione, i metodi e i mezzi di apprendimento, e che assuma una parte attiva per il buon andamento della rete.

• La valorizzazione individuale sviluppata in seno alle reti va vissuta come una scuola di cittadinanza. A questo titolo è importante che la creazione collettiva resti uno degli obiettivi delle reti. Si cercherà dunque di fare in modo che gli scambi sfocino verso iniziative collettive.


ANIMATORI

• Possono essere riconosciute come animatrici di rete le persone
- capaci di lavorare in gruppo con il progetto di integrarvi altri partecipanti
- impegnati nella costruzione di una società ricca delle sue diversità etniche, culturali, ideologiche, filosofiche, religiose…
- attente a far si che i saperi vengano scambiati in un’ottica tollerante, conviviale, a beneficio personale e collettivo di tutti, non inquadrabili in nessuna ideologia.
• Per assecondare lo sviluppo delle reti si cercheranno i mezzi necessari alla formazione dei partecipanti e degli animatori per dare loro la possibilità capire di meglio offerte e domande e di essere il più possibile efficaci nella messa in relazione tra offerenti e richiedenti.


IN MOVIMENTO

• Le reti si impegnano a collegarsi in una rete di reti all’interno di un movimento. In questo movimento, ogni rete è centrale per le altre reti. Il legame tra reti è dunque una condizione indispensabile di riconoscimento di ciascuna di esse in quanto Reti di scambi reciproci di saperi.

 


CINQUE PAROLE CHIAVE


DONO


Negli scambi reciproci di saperi è escluso ogni rapporto monetario. La moneta che circola è il sapere. Il valore del sapere è in funzione del bisogno e del desiderio degli interessati al momento dello scambio.
Il sistema del dono, che non è un sistema di mercato dove si va a calcolare che cosa si fa e per quanto tempo, è finalizzato a che l’allievo apprenda ciò che gli serve sapere.
Il dono arricchisce sia chi offre che chi riceve, però deve essere reciproco, altrimenti è sempre la stessa persona che dà e che si arricchisce, mentre chi riceve resta sempre lo stesso.
Imparare dai libri o da un computer non è lo stesso che imparare attraverso l’esperienza vissuta di un altro essere umano. Nessuno è obbligato a dare, chi riceve non è obbligato a rendere, altrimenti non è più un dono. Nella rete, dunque, oltre a dei saperi si scambiano dei doni: i saperi scambiati, quindi, sono doni.
“Il dono crea valore poichè colui che riceve non impoverisce colui che dona e il donatore si arricchisce nel donare” (Michel Serres - Claire Héber Suffrin)


PARITA'

Viviamo in una società che afferma che ogni essere umano è uguale agli altri, ma in realtà succede il contrario poiché ci sono sempre quelli che si sentono più uguali degli altri. Nelle reti di scambi reciproci di saperi invece si fa esperienza di vera parità perché principio base delle reti la dimensione essenziale e vitale dello scambio è la reciprocità, vale a dire che ciascuno è offerente e richiedente, impara da qualcuno e insegna a qualcuno, in coppia o in piccolo gruppo. Fare esperienza di essere, anche se non nello stesso momento, insegnante e allievo fa sperimentare questo sentirsi alla pari con l’altro .
La parità allora significa rispetto, rispetto che nasce quando ci si considera reciprocamente come portatori di saperi e quindi di ricchezza per l’umanità, pur nella diversità e individualità di ognuno. Si matura il rispetto dell’altro quando si riconosce che tutti i saperi hanno pari valore, perché tutti i saperi, anche se diversamente utili, sono importanti perché rispondono a un bisogno. Nelle reti sono molti quelli che si stupiscono di constatare che quello che credevano un piccolo sapere ha avuto un grande apprezzamento nell’altro!
La parità è necessaria per imparare, tanto è vero che da bambini ci era più facile imparare nuovi concetti quando a spiegarceli era un compagno, ed era più facile imparare da quella maestra che ci faceva sentire bravi.
Fare esperienza di essere nei due ruoli di insegnante e allievo è fondamentale per apprendere: quando insegno devo prima chiarirmi quello che so, mettere insieme le tessere del mio sapere in quella materia, quando imparo capisco quali sono i modi che sono più adatti per imparare. Da questa esperienza di reciprocità ricavo un sapere che è fondamentale possedere in questa società in veloce cambiamento: apprendo come devo fare per imparare da solo.


SAPERI

I saperi messi in gioco nella rete hanno la stessa dignità e sono ugualmente importanti tra loro. Non ci sono dunque piccoli o grandi saperi: tutte le persone di diversi ambiti sociali, professionali, culturali possono fare delle offerte e delle domande di saperi, saper fare, esperienze.
Quando oggi si parla dei saperi, si parla quasi sempre di saperi accademici: quelli della scuola, dei giornali o delle riviste, della TV. Che in realtà, non sono saperi ma informazioni. Che sono molto diverse dei saperi che usiamo nella vita di tutti i giorni per dire, per fare, per agire.
In realtà tutti i nostri saperi hanno una loro ricchezza e dignità, in quanto partecipano ugualmente alla costruzione della società umana. Nello scambio reciproco di saperi non si tratta di acquisire una verità unica, ma di avvicinare la complessità del reale mettendo in interazione la propria esperienza e quella degli altri nella prospettiva dell’avvenire, all’elaborazione del quale ciascuno ha la sua parte nel presente.
E’ importante che tutti i saperi debbano essere accessibili a tutte le persone ma ciò non significa che tutti dobbiamo imparare tutto. Nessun sapere infatti è immediatamente accessibile a tutti e non ha la stessa utilità per tutti. Ognuno inoltre ha dei suoi personali modi e ritmi per imparare. Tuttavia ciascuno possiede dei saperi utili e interessanti per gli altri e di conseguenza per la società e può trasmetterli agli altri.
Trasmettere un sapere è comunicarlo, relazionarsi, aiutando l’altro ad appropriarsene.
“Ciò che è degno di essere insegnato è ciò che contribuisce alla libertà e alla pace.” (Philippe Meirieu)


SCAMBIO

Da sempre nelle più diverse attività gli uomini si sono scambiati parole, idee, oggetti, servizi: gli scambi tra gli esseri umani sono alla base della convivenza sociale.
Con le moderne tecnologie della comunicazione è possibile in teoria comunicare con tutti, su ogni argomento, in tutte le lingue. In pratica però le macchine, per quanto intelligenti che siano, ci portano a comunicare senza scambiare in senso umano.
La differenza essenziale è nel fatto che per comunicare, bisogna pagare. Questa esigenza, che può sembrare insignificante, condiziona, non solo la comunicazione in sè, ma i rapporti umani che sono impliciti. Nel senso che comunicare costa, i messaggi vengono ridotti a quelli che portano profitto e così discriminiamo le persone. Le regole degli scambi reciproci in rete si basano sulla gratuità e il dono: non selezioniamo le persone, ma ciascuno sceglie il sapere da comunicare o apprendere.
Nella rete possiamo riconoscere che siamo sapienti e ignoranti: se siamo tutti sapienti e ignoranti possiamo diventare tutti offerenti e richiedenti di saperi. Nello scambio reciproco di saperi che offriamo e chiediamo, interessando gli altri, diventiamo tutti allievi e insegnanti. La messa in relazione permette che gli scambi avvengano secondo le attese di ciascuno e i partecipanti costruiscono assieme il loro metodo nel corso dello scambio.


RETE

La trasmissione dei saperi tra persone che partecipano ad una rete di scambi reciproci di saperi richiede un’organizzazione democratica, ma non burocratica. Tutti i partecipanti sono sullo stesso livello, in situazione di uguaglianza. Il lavoro di organizzazione della rete viene svolto secondo il principio che prevede che ciascuno possa fare delle richieste e delle offerte di saperi, contribuendo anche alla messa in relazione e alla mediazione tra offerenti e richiedenti.
La rete è un organismo vivente perché è formata da esseri umani e il suo cibo sono gli scambi. I rapporti tra le persone si stabiliscono orizzontalmente in nodi ugualmente importanti tra loro, dove ciascuno può dire “io sono interessato laddove sono interessante”.
L’apertura e il funzionamento in rete aumentano nei partecipanti il campo delle opportunità, aiutano a vedere, e alle volte lontano, a scoprire degli altri saperi, a incontrare degli altri offerenti potenziali. Riconoscere infine che la realtà non si offre più come catalogo di pacchi postali, ma insieme di rapporti e correlazioni, implica consapevolezza dei limiti del sapere classico e porta a pensare il molteplice, i sistemi complessi e i limiti di ogni vincolo metodologico
.